I danni dell'Euro e come correggerli: cura o uscita?
 
 
Maggio 2014 
 
Per il momento vi consiglio http://goofynomics.blogspot.it 
che è un po' dispersivo; proprio per questo volevo mettere giù quanto ho appreso da questa e altre fonti. Comunque sia i grafici e i dati pubblicati da Bagnai, se avete la pazienza di leggerli, danno un'idea molto chiara dei limiti e delle magagne dell'Euro. 
 
Pensavo fino a poco fa che ci fossero solo tre possibili soluzioni: ridisegno dell'Euro e unione politico/fiscale Europea (troppo lenta, molti si oppongono), oppure redistribuzione sul modello americano (gli Stati più forti fanno trasferimenti verso i più deboli; la Germania non vuole), oppure uscita dall'Euro. 
 
C'è in realtà un'altra soluzione attuabile immediatamente, e in effetti a dirla tutta che assomiglia a un'altra soluzione attuata con successo (da herr Schacht), e di cui potete leggere: 
- sul sito aduc 
- su bastaconleurocrisi di Cattaneo e Zibordi (gli autori della proposta che la definiscono "riforma morbida" del sistema monetario) 
 
Per cui è possibile curare l'Euro senza uscire dall'Euro? Forse sì, seguendo la strada disegnata da Cattaneo e Zibordi. 
 
Avevo trovato discorsi di Paul Krugman e di altri economisti famosi che nei giorni di avvio dell'Euro dicevano le loro tesi contro. Se li ritrovo li riporterò qui. 
E' interessante intanto leggere quanto scriveva Alberto Alesina nel 1997 (clic qui)
Mi è capitato di trovare qualcosa ancora più antico, che si rifà alla creazione dello SME (il Sistema Monetario Europeo, un sistema di cambi fissi che è stato la prova dell'Euro) 
 
Quest’area monetaria rischia oggi di configurarsi come un’area di bassa pressione e di deflazione, nella quale la stabilità del cambio viene perseguita a spese dello sviluppo dell’occupazione e del reddito. Infatti non sembra mutato l’obiettivo di fondo della politica economica tedesca: evitare il danno che potrebbe derivare alle esportazioni tedesche da ripetute rivalutazioni del solo marco, ma non accettare di promuovere uno sviluppo più rapido della domanda interna. 
12 dicembre 1978, Luigi Spaventa (PCI; motivando il voto contrario del PCI all’ipotesi di adesione dell’Italia allo SME).  
 
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